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FONTI INFORMATIVE TERRITORIALI 

Introduzione

Un ruolo particolarmente importante nella produzione dei flussi informativi sulla disabilità è rappresentato dalle istituzioni territoriali, intese sia come ramificazioni territoriali di amministrazioni centrali sia come amministrazioni locali autonome. La normativa sulla disabilità assegna, infatti, diverse competenze alle istituzioni territoriali, che dispongono quindi di una rilevante documentazione utilizzabile per l’arricchimento, in termini di completezza e dettaglio territoriale, del sistema informativo. In questo lavoro si presentano alcuni flussi informativi sulla disabilità esistenti sul territorio nazionale, partendo dall’analisi del quadro normativo che spesso attiva i flussi informativi sulla disabilità. In particolare si pone l’attenzione sulla normativa regionale, in quanto la recente modifica del titolo V della Costituzione attribuisce alle regioni competenza esclusiva in materia sociale. Inoltre, di particolare rilievo, è la produzione normativa che regola l’attività delle Aziende Sanitarie, organi deputati alle attività di certificazione dello stato di disabilità ed handicap.

Inoltre, sono illustrati alcuni risultati della “Ricognizione dei Flussi Informativi su Disabilità e Handicap” a livello nazionale e si esamina il dettaglio maggiormente interessante in tale contesto: le Aziende Sanitarie Locali.

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Breve quadro normativo su disabilità ed handicap nelle Regioni

Le Regioni sono tra le amministrazioni maggiormente coinvolte dalla legislazione sulla disabilità, che affida loro numerosi compiti riguardo il finanziamento, l’erogazione ed il controllo di molteplici servizi.

I provvedimenti normativi relativi all’ultimo decennio trovano la loro base nella legge n.104/92, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate." Tale provvedimento affida alle Regioni tra l’altro il compito di incentivare la prevenzione e la diagnosi precoce della disabilità attraverso diverse azioni: promozione dell’informazione e dell’educazione sanitaria, tutela del parto nel rispetto del nascituro, rimozione dei fattori di rischio negli ambienti di vita e di lavoro; attivazione dei servizi per la consulenza genetica e la diagnosi prenatale e precoce per la prevenzione delle malattie genetiche; controllo della gravidanza per gli accertamenti utili alla diagnosi precoce delle malformazioni congenite; obbligatorietà, nel periodo neonatale, del controllo per l'individuazione ed il tempestivo trattamento dell'ipotiroidismo congenito, della fenilchetonuria e della fibrosi cistica; attività di prevenzione permanente che tuteli i bambini fin dalla nascita anche mediante il coordinamento con gli operatori degli asili nido, delle scuole materne e dell'obbligo; prevenzione degli incidenti domestici.

Con la legge 28 agosto 1997, n. 284 "Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l'integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati” si dispone che le Regioni abbiano autonomia nell’istituire appositi centri o servizi destinati allo sviluppo delle attività educative, formative e lavorative delle persone “prive della vista che presentino ulteriori minorazioni di natura sensoriale, motoria, intellettiva e simbolico-relazionale”.

Successivamente la legge 21 maggio 1998, n.162 "Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave" precisa, tra l’altro, che le Regioni sono tenute a comunicare al Ministro delle Politiche Sociali lo stato di attuazione delle politiche in favore delle persone con disabilità e “gli obiettivi conseguiti, nonché le misure urgenti da attuare per migliorare le condizioni di vita delle persone affette da handicap grave nel territorio regionale”.

L’innovazione legislativa introdotta dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", coinvolge le Regioni in più ambiti. Le stesse, infatti, sono incaricate di organizzare, a proprio carico, attività di riqualificazione delle persone con disabilità da inserire a livello lavorativo; di individuare gli organismi, denominati “uffici competenti”, che “in raccordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio”, si occupano degli interventi “volti a favorire l'inserimento dei soggetti di cui alla presente legge nonché all'avviamento lavorativo, alla tenuta delle liste, al rilascio delle autorizzazioni, degli esoneri e delle compensazioni territoriali, alla stipula delle convenzioni e all'attuazione del collocamento mirato”. Le regioni devono istituire, inoltre, il “Fondo regionale per l’occupazione dei disabili” destinato al finanziamento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi servizi.

Fondamentale sotto il profilo socio sanitario è il ruolo delle Regioni sancito dalla legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali". Alle regioni è affidato il compito di programmare i servizi sociali, di occuparsi del coordinamento e dell’attuazione degli stessi con particolare riguardo all’attività sanitaria e socio-sanitaria. Esse inoltre devono coordinarsi con gli enti locali “adottando strumenti e procedure di raccordo e di concertazione, anche permanenti, per dare luogo a forme di cooperazione”.

Da questa breve rassegna normativa emerge, quindi, il notevole patrimonio informativo che possiedono le Regioni in tema di riconoscimento della disabilità, inserimento lavorativo, interventi sociali e sanitari destinati alle persone con disabilità.

Il quadro normativo regionale in tema di disabilità è lo scenario in cui vanno inquadrate le fonti informative sulla disabilità presenti a livelli territoriali inferiori per poter studiare i riferimenti legislativi che predispongono le certificazioni di disabilità.

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Breve quadro normativo dei principali flussi informativi sulla disabilità presenti nelle Asl

In questo paragrafo si cercherà di offrire un brevissimo quadro normativo alle diverse certificazioni di disabilità di cui sono responsabili le Asl e che danno luogo ad uno dei maggiori potenziali informativi sulla disabilità e l'handicap.

Nell’ambito del riconoscimento di invalidità civile la legge che ha riunito in un solo testo tutta la disciplina per gli invalidi civili è Legge.118/1971 che definisce invalidi civili “….. i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età”.

Per quanto riguarda il riconoscimento dello stato di handicap la Legge 104/92, legge quadro sull’handicap, nel testo vigente che recepisce le modifiche introdotte dalla Legge 53/2000 definisce “….persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”. Come affermato nella Legge 295/1990 è compito delle commissioni mediche delle aziende sanitarie certificare l’invalidità civile. Le stesse, integrate da un operatore sociale e da un esperto dei casi da esaminare, si occupano di certificare lo stato di handicap.

Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità la Legge 68/1999 regola l’accertamento delle condizioni di disabilità che danno diritto all’accesso al servizio di inserimento lavorativo mirato. Tale accertamento è demandato alle stesse commissioni che provvedono all’accertamento dello stato di handicap. Le stesse sono deputate a definire le modalità di verifica della permanenza dello stato invalidante.

Infine per l’integrazione scolastica a partire dagli anni '70 si attua il passaggio dal concetto di “inserimento” a quello di “integrazione” con la Legge 118/1971. Con tale provvedimento normativo si definisce il concetto di integrazione scolastica come la promozione di alcuni principi: diritto all'istruzione degli studenti con disabilità nella scuola comune; abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici scolastici; assistenza degli alunni più gravi durante l'orario scolastico; facilitazione all'accesso ai gradi più elevati di istruzione (il termine facilitazione è stato sostituito nel 1987 con garanzia). Con la legge 517/1977 si sancisce l’importanza degli Interventi Educativi Finalizzati che rappresentano dei progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione (attraverso forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche) predisposti per gli alunni con disabilità. Anche in questo ambito le Asl assumono un ruolo rilevate in quanto le diverse valutazione dell’alunno vengono realizzate dagli operatori delle Asl in collaborazione sia con i diversi operatori scolastici sia con i genitori.

La potenzialità informativa delle fonti territoriali ha suggerito l'opportunità di realizzare un'indagine ad hoc, la “Ricognizione dei Flussi Informativi su Disabilità e Handicap”, per ricostruire il quadro informativo esistente nel territorio ed organizzarlo in un unico registro. 

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La Ricognizione dei Flussi Informativi su Disabilità e Handicap: analisi dei risultati

La ricognizione ha coinvolto le Regioni, le Aziende Sanitarie, le Province, le Prefetture e i Provveditorati agli Studi. Il questionario è composto di due moduli: il primo modulo (SIH1) che raccoglie informazioni relative all’Ente stesso; il secondo modulo (SIH2) raccoglie informazioni sui flussi informativi relativi alla disabilità e all’handicap posseduti dall’Ente.

La ricognizione ha avuto un ottimo riscontro sul territorio, il tasso di risposta nazionale degli enti coinvolti raggiunge il 67,7%, risultato molto incoraggiante anche in considerazione del fatto che la rilevazione non è stata inserita nel Piano Statistico Nazionale. L’adesione alla rilevazione non è stata equidistribuita sul territorio nazionale, infatti gli Enti che hanno risposto alla rilevazione diminuiscono via via che si passa dal Nord al Sud dell'Italia. Valori consistentemente superiori a quello nazionale sono stati riscontrati nell’Italia Nord Occidentale con un tasso di risposta del 82,9%, e nell’Italia Nord Orientale con il 79,3% degli Enti rispondenti tra quelli coinvolti; l’Italia Centrale si è trovata perfettamente in linea con il valore nazionale con un tasso del 68,8%. Una diversa situazione è stata rilevata nell’Italia Meridionale e Insulare dove solo il 50% degli Enti ha risposto al questionario.

Ponendo l'attenzione sui ricchi flussi informativi delle Aziende Sanitarie, si possono esaminare in dettaglio i tassi di risposta di questi Enti. Le Asl dell’Italia Nord Occidentale e Orientale hanno presentato dei tassi di risposta più elevati rispetto al valore nazionale (66,7%), rispettivamente l’85,7% e il 91,1%. (Tavola 1)

Tra le variabili rilevate vi è la  periodicità di rilevazione dei dati, informazione necessaria per la comprensione dell’organizzazione e della sistematicità dei flussi informativi. Le Asl ma soprattutto le Prefetture, rispettivamente con il 45,3% e l’81,4%, hanno prevalentemente flussi informativi con una periodicità corrente; le Regioni, i Provveditorati agli Studi e le Province hanno soprattutto flussi con periodicità annuale, rispettivamente del 63,9%, del 74,0% e del 50,7%. (Tavola 2) (Tavola 2D)

Molto interessante è il livello di informatizzazione dei flussi informativi, soprattutto per poter valutare il livello di avanzamento tecnologico e il potenziale uso e coordinamento di tali flussi. All’epoca della rilevazione la situazione delle Asl e dei Provveditorati agli Studi rispetto all’informatizzazione dei flussi risultava scarsa, visto che solo il 26,4% dei flussi delle Asl e il 19,5% di quelli dei Provveditorati erano completamente informatizzati, la situazione migliorava leggermente nelle Province e nelle Prefetture dove rispettivamente il 30,6% e il 30,5% dei flussi era informatizzato, solo nelle Regioni si trovava un valore medio-alto di informatizzazione pari al 49,2%. L’assenza totale di informatizzazione, ossia la raccolta in un archivio cartaceo dell’informazione è la modalità di raccolta dei dati prevalente per i Provveditorati agli Studi (47,2%). (Tavola 3) (Tavola 3D)

Il livello di informatizzazione dei flussi nel territorio scende via via che dal Nord Italia si arrivava al Sud Italia: in Italia Nord Occidentale e Orientale il valore dei flussi completamente informatizzati è stato rispettivamente del 32,9% e del 33,3%, in Italia Centrale il valore si è abbassato al 22,3% per continuare a diminuire in Italia Meridionale e Insulare fino al 12,6% e al 14,9%. In generale la raccolta dei dati in un archivio cartaceo è risultata essere ancora la modalità più frequente con un 33,8% di flussi rilevati archiviati in assenza totale di informatizzazione. (Tavola 4) (Tavola 4D)

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Un approfondimento sulle Aziende Sanitarie Locali: analisi regionale dei flussi informativi sulle certificazioni di disabilità

Nell’analisi regionale dei flussi informativi raccolti l’attenzione si è concentrata sulle certificazioni di invalidità civile, sulle certificazioni dello stato dell’handicap (comprese quelle di gravità), sull’inserimento lavorativo e l’integrazione scolastica.

Tenendo conto dell’informatizzazione e dell’uso delle classificazioni internazionali si sono delineati dei profili regionali delle Aziende Sanitarie molto diversi tra di loro relativi, ovviamente, al periodo della rilevazione e alle sole Asl che hanno risposto.

Verranno presentati alcuni casi esplicativi, scelti come rappresentazione delle diverse realtà delle Asl che hanno risposto alla rilevazione.

Le Asl del Veneto, dell’Emilia Romagna, del Piemonte e della Lombardia presentano un profilo altamente informatizzato dei flussi informativi e un uso delle classificazioni internazionali (sia dell’ICIDH che dell’ICD10).

Ad esempio, per la regione Veneto, l’Azienda Usl Cittadella ha dichiarato di possedere diversi flussi informativi tra cui:

  • l’Archivio dei verbali di accertamento dell'handicap che raccoglie i Verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92, i Verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile e il Certificato medico per il rilascio del contrassegno  parcheggio. Le caratteristiche rilevate sono: data seduta, data di presentazione della domanda, cognome e nome, sesso, luogo e data di nascita, residenza, stato civile, posizione professionale, tipo di accertamento, anamnesi, accertamenti disposti, documentazione acquisita, diagnosi, principali disabilità rilevate, certificazione della commissione, grado di valutazione dell'handicap (classificazione internazionale utilizzata: ICIDH). Il flusso è stato attivato a seguito della legge104/92 e l’ultimo anno di riferimento dei dati è il 1999. La periodicità del flusso è annuale e si tratta di un archivio parzialmente informatizzato i cui dati sono sottoposti a controllo di qualità attraverso la correzione manuale dei modelli cartacei. Vi è disponibilità di una banca dati interna.

  • l’Archivio delle certificazioni cliniche e delle diagnosi funzionali. Le informazioni sono rilevate attraverso le Scheda Prestazioni Ambulatoriali fornite dai servizi sanitari e sociali ed i Certificati per l'indagine funzionale. Le caratteristiche rilevate sono: cognome e nome, luogo e data di nascita, indirizzo e telefono, classe frequentata, diagnosi clinica (assi), diagnosi funzionale, descrizione funzionale, area cognitiva, area neuropsicologica, area linguistico/comunicativa, area affettivo relazionale, area motoria prassica, area dell'autonomia, area sensoriale, altre osservazioni, indicazioni per l'integrazione. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 1998 e la periodicità è annuale. Si tratta di un archivio parzialmente informatizzato ed i dati sono sottoposti a controllo di qualità attraverso la ritorno del modello alla fonte per eventuali correzioni. Vi è disponibilità di una banca dati interna e l’attività ha dato luogo a delle pubblicazioni.

L’azienda Asl di Parma ha dichiarato di avere una Banca dati dei verbali di accertamento dell'handicap e dell'invalidità. Le informazioni vengono rilevate attraverso i verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92 e i verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile. Le caratteristiche rilevate sono: tipo e gravità della disabilità, sesso, età, stato civile. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000, la periodicità è semestrale e l’informatizzazione è totale. I dati così raccolti formano una banca dati interna.

In Piemonte si può prendere ad esempio l’Azienda Asl di Alessandria che è detentrice di alcuni flussi informativi quali:

  • Archivio dei verbali di accertamento dell'handicap e dell'invalidità civile le cui informazioni sono rilevate attraverso i Verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92 ed i Verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile. Le caratteristiche rilevate sono: sesso, età, diagnosi medica, valutazione medico legale, tipo e gravità della disabilità. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso è trimestrale. Si tratta di una archivio parzialmente informatizzato ed i dati sono sottoposti a controllo di qualità attraverso la revisione della procedura diagnosi e valutazione da parte del Ministero del Tesoro. Vi è la disponibilità della banca dati interna.

  • Archivio delle certificazioni per la formazione professionale. Le informazioni sono rilevate attraverso i Verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92, i verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile ed i certificati ex art. 19 Legge 482/68 . Le caratteristiche rilevate sono: sesso, età, diagnosi, tipologia lavorativa concessa. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso è trimestrale. Si tratta di un flusso di tipo cartaceo.

  • Archivio delle Diagnosi Funzionali. Le informazioni sono rilevate attraverso i Certificati handicap per frequenza scolastica. Le caratteristiche rilevate sono: cognome e nome, data e luogo di nascita, residenza, scuola, classe,  referente, diagnosi sindromica, categorie diagnostiche (codici ICD-10), diagnosi funzionale codificata, risorse esistenti dell'asse affettivo-relazionale, dell'asse dell'autonomia, dell'asse della comunicazione e linguistico, dell'asse sensoriale e percettivo, motorio prassico, neuropsicologico e dell'asse cognitivo, eventuali problematiche relative all'ambiente socio-familiare. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso è trimestrale.

Le Asl del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige pur avendo un elevato livello di informatizzazione presentano uno scarso utilizzo delle classificazioni internazionali.

Ad esemplificazione dell’attività dichiarata da queste aziende sanitarie si può analizzare l’Asl Triestina che possiede la Banca dati dei verbali di accertamento dell'handicap e dell'invalidità civile le cui informazioni vengono rilevate attraverso i Verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92 e i Verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile.

Le caratteristiche rilevate sono dati anagrafici, diagnosi infermità, gravità della disabilità. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 1999 e la periodicità del flusso informativo è corrente. Il flusso è sottoposto a controlli di qualità attraverso un confronto con il cartaceo nelle varie fasi del procedimento. L’Asl ha inoltre realizzato alcune pubblicazioni sulle informazioni di questa banca dati.

Tra le Asl del Trentino Alto Adige si può prendere in esame l’Azienda Sanitaria di Bolzano che presenta un particolare ricchezza informativa. Tra i flussi informativi descritti vi sono:

  • Banca dati dei verbali di accertamento dell'invalidità civile per la quale le informazioni vengono rilevate attraverso i Verbali di accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile. Le caratteristiche rilevate sono cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, diagnosi delle minorazioni invalidanti, grado di invalidità. Il flusso è stato attivato a seguito di un decreto provinciale. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è corrente.

  • Banca dati dei verbali di accertamento dell'handicap. Le informazioni vengono rilevate attraverso i Verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92. Le caratteristiche rilevate sono cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza, presenza dei requisiti di gravità in base alla legge 104. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è corrente.

  • Banca dati dei verbali di accertamento della cecità civile. Le informazioni vengono rilevate attraverso i Verbali accertamento della cecità. Le caratteristiche rilevate sono cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, gravità della menomazione. Il flusso è stato attivato a seguito di un decreto provinciale. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è corrente.

  • Banca dati dei verbali di accertamento del sordomutismo. Le informazioni vengono rilevate attraverso i Verbali di accertamento del sordomutismo. Il flusso è stato attivato a seguito di un decreto provinciale. Le caratteristiche rilevate sono cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, gravità della menomazione. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è corrente.

  • Archivio dei verbali di accertamento della compatibilità delle mansioni lavorative con il tipo/grado di minorazione. Le informazioni vengono rilevate attraverso i Verbale di accertamento della compatibilità delle mansioni lavorative con il tipo/gravità della menomazione. Le caratteristiche rilevate sono: cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, tipo e grado di invalidità, valutazione della compatibilità delle mansioni lavorative con il tipo/grado di minorazione. Il flusso è stato attivato a seguito dell’art. 20 della Legge 482/68. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è corrente.

Le Asl della Liguria, Toscana, Abruzzo, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia e Lazio, presentano un basso livello di informatizzazione, quindi archivi cartacei, ma un discreto utilizzo delle classificazioni internazionali (ICIDH, ICD10). 

Appartenenti a questa tipologia di flussi informativi vi sono quelli della Azienda Usl Azienda Usl Lanciano – Vasto. Quest’ultima dichiara di possedere l’Archivio dei verbali di accertamento dell'invalidità civile e dell'handicap. Le informazioni vengono rilevate attraverso i verbali di accertamento dell'handicap delle Commissioni interdisciplinari ex art. 4 L.104/92 e sui verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile. Le caratteristiche rilevate sono: sesso, stato civile, tipo di disabilità (utilizzano la classificazione internazionale: ICIDH), gravità della disabilità (utilizzano la classificazione internazionale: FIM- Functional Independence Measure).

Il flusso è stato attivato a seguito della Legge Regionale n.22 del 27/03/1998.L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è mensile. Si tratta di un archivio non informatizzato ed il flusso è sottoposto a controlli di qualità sia attraverso la revisione manuale dei modelli cartacei sia attraverso la correzione manuale dei modelli cartacei.

Infine, le Asl della Campania, Sicilia, Sardegna, Molise e Calabria oltre ad avere un basso livello di informatizzazione non utilizzano le classificazioni internazionali.

Tra le Asl delle regioni citate si riporta come esemplificazione l’Azienda Asl Avellino/1 che dichiara di possedere il flusso informativo relativo all’Archivio dei verbali di accertamento dell'invalidità civile. Le informazioni vengono rilevate attraverso i Verbali accertamento ai fini della determinazione dell'invalidità civile. Le caratteristiche rilevate sono cognome, nome, luogo di nascita, residenza anagrafica, stato civile, posizione nella professione, motivo della presentazione della domanda, tipo di accertamento, anamnesi, accertamenti disposti, tipo di documentazione acquisita, diagnosi, disabilità rilevate, certificazione della commissione, composizione della commissione giudicante. L’ultimo anno di riferimento dei dati è il 2000 e la periodicità del flusso informativo è corrente. Il flusso è sottoposto a controlli di qualità attraverso la correzione manuale dei modelli cartacei.

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Fruibilità dei risultati ottenuti ed obiettivi futuri

Tutti i dati rilevati tramite la Ricognizione dei Flussi Informativi su Disabilità e Handicap sono stati raccolti in un registro progettato e realizzato con l’obiettivo di essere accessibile ai diversi utenti in modo facile e veloce.

Il registro è consultabile nella sezione Fonti Informative su Disabilità e Handicap tramite un motore di ricerca che procede secondo delle parole chiavi: tipo di ente (Asl, Regione, Provveditorati agli Studi, Province, Prefetture), ente (con la lista dei circa 500 enti coinvolti), area di riferimento dei flussi informativi (assistenza, servizi, lavoro, istruzione,…) e livello territoriale (ripartizione geografica, regione, provincia). Selezionati i criteri di ricerca si visualizza la scheda del flusso informativo contenente le informazioni generiche e le caratteristiche metodologiche e tecniche. La “Ricognizione Territoriale delle Fonti di Dati su Disabilità e Handicap” ed il “Registro delle Fonti Informative su Disabilità e Handicap” hanno portato alla luce l’enorme potenziale informativo che proviene dalle certificazioni inerenti la disabilità emesse dalle commissioni operanti nelle Aziende Sanitarie Locali. Pertanto per poter sfruttare e potenziare un tali fonti, per ora ancora non coordinate, è stata avviata in via sperimentale la Rilevazione delle certificazioni su disabilità e handicap.

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Conclusioni

Nel corso della Ricognizione Territoriale delle Fonti di Dati su Disabilità ed Handicap, e a seguito dell’approfondimento sui flussi informativi presenti nelle Asl, sono state individuate delle problematiche comuni a molte Asl.

Una di queste è rappresentata dall’assenza di informatizzazione dei dati e, più in generale, di un progetto di analisi e utilizzo degli stessi. La grande maggioranza delle certificazioni, infatti, è solo su supporto cartaceo, ed è perciò impossibile effettuare analisi e approfondimenti sui dati.

Inoltre è stata riscontrata l'assenza di coordinamento nel territorio. Il rilascio delle certificazioni è infatti di competenza di specifiche commissioni istituite presso le Asl (che poi devono lavorare di concerto con altri Enti territoriali che hanno la competenza sulla specifica certificazione). Tali Commissioni, che hanno composizione differente nella stessa Asl a seconda del tipo di certificazione, rilasciano delle certificazioni che non sono standardizzate nel territorio, ma che cambiano da regione a regione, da Asl a Asl, e talvolta addirittura da distretto a distretto. In sostanza, ogni commissione adotta la modulistica che ritiene più opportuna. L'assenza di coordinamento nel territorio rende, finora, inutilizzabili i dati presenti nelle certificazioni.

Un altro ordine di problema è rappresentato dalle definizioni utilizzate. Sebbene esistano delle classificazioni riconosciute a livello internazionale sia per le malattie (ICD, International Classification of Diseases) che per le disabilità e l'handicap (ICIDH, International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps e ICF International Classification of Functioning, Disability and Health), queste sono di rado utilizzate. L'assenza di un linguaggio comune potrebbe determinare una diversa classificazione della stessa persona nel momento in cui cambia Asl o nel momento in cui viene certificata da un’altra commissione.

Tutte queste problematiche riscontrate sul territorio portano alla luce la necessità di mettere a sistema i flussi informativi per avere informazioni comparabili, informatizzate e aggiornate.

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