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ALCUNI ASPETTI DELLA VITA DELLE PERSONE CON DISABILITÁ

 

Introduzione

In base alle stime ottenute dall’indagine sulla Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari del 2004-2005, emerge che in Italia le persone con disabilità sono 2milioni 600mila, pari al 4,8% circa della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia. (ISTAT 2004-05) Se a questi si aggiungono le 190.134 persone residenti nei presidi socio-sanitari [1] si giunge ad una stima complessiva di poco meno di 2 milioni 800mila persone. (ISTAT 2003)
Di seguito vengono forniti alcune informazioni di base su alcuni aspetti, maggiormente rilevanti, della vita di queste persone: il Contesto familiare, l’Istruzione e l'integrazione scolastica, il Lavoro e l'occupazione e la Partecipazione sociale.

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Contesto familiare e aiuti informali [2]

Il 31,9% delle persone con disabilità vive da sola e la gran parte di queste persone sono costituite da donne anziane vedove. L’età media delle persone con disabilità che vivono sole è di 78,2 anni per gli uomini e 81,3 per le donne – nel resto della popolazione le età medie sono molto più basse, 50,8 anni per gli uomini e 63,2 anni per le donne. (ISTAT 2004-05)
La famiglia rappresenta uno dei punti di riferimento essenziali per le persone con disabilità, infatti il 68,2% degli aiuti ricevuti provengono da parenti più o meno stretti. In generale, gli aiuti più frequenti che queste persone ricevono sono legati alle faccende domestiche (32,1% di tutti gli aiuti) e all’assistenza ad adulti e bambini (28,2%), mentre sono molto meno frequenti quelli di carattere economico (4,4%). (ISTAT 2003)

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Istruzione ed integrazione scolastica [3]

Tra le persone con disabilità il 20,9% non ha alcun titolo di studio, tale quota è maggiore tra le donne, per le quali è pari al 25,1%, mentre tra gli uomini ammonta al 12,6%. Notevole è lo svantaggio rispetto al resto della popolazione di 15 anni e più, nella quale coloro che sono senza titolo è pari al 4,3%; il divario permane anche considerando le fasce di popolazione più giovani, per esempio nella classe di età 15-44 anni il 16,0% degli individui con disabilità non ha conseguito alcun titolo di studio, tale quota rappresenta solo l’1,8% nel resto della popolazione della stessa classe di età. (ISTAT 2004-05)
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’Anno scolastico 2005-2006 gli studenti con disabilità iscritti nella scuola statale e non statale, di ogni ordine o grado sono stati 178.220
[4], pari al 2,0% di tutti gli studenti. (MIUR 2005-06)
I dati sugli studenti con disabilità iscritti all’Università statale registrano un trend in crescita, infatti nell’anno accademico 2000-01 erano 4.813, nell’anno accademico 2005-06 questo valore ha raggiunto i 10.126 studenti con un incremento pari al 52%.
Con riferimento all’anno accademico 2005-06 gli studenti con problemi di tipo motorio rappresentano il 28,4% di tutti gli studenti con disabilità iscritti all’Università, mentre gli studenti con disturbi mentali sono il 3,2%. La distribuzione per facoltà, nell’anno 2005-06, mostra che il maggior numero di iscritti con disabilità si trova nella facoltà di Lettere e filosofia: 18,7% degli studenti con disabilità. (MIUR-CINECA, 2005)

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Lavoro e occupazione [5]

Secondo i dati dell’Indagine sulle Condizioni di salute ed il ricorso ai servizi sanitari risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. Analizzando i dati per classi di età si vede come nella fascia 15-44 anni la percentuale delle persone con disabilità occupate è del 18,4% (22,3% tra i maschi e il 13,9% tra le femmine di pari età). Più basse, tranne in pochi casi, le percentuali di coloro che dichiarano di essere occupati tra i 45 e i 64 anni, infatti tale percentuale raggiunge il 17,0% (24,6% tra i maschi e 10,4% tra le femmine). (ISTAT 2004-05)
La percentuale degli inabili al lavoro è del 21,8% sul totale delle persone con disabilità, tra i giovani-adulti (15-44 anni) la stessa percentuale risulta molto elevata, pari al 50,9%, mentre tra coloro che hanno 45-64 anni il valore scende al 39,0%. (ISTAT 2004-05)

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Condizioni di salute [6]

Lo stato di salute delle persone può essere analizzato sia sotto l’aspetto soggettivo di percezione della propria salute sia sotto il profilo epidemiologico.
Tra le persone con disabilità il 55,7% percepisce di stare male/molto male, mentre il 9,3% si sente bene o molto bene, nel resto della popolazione le quote sono, rispettivamente, il 3,7% e il 66,8%. (ISTAT 2004-05)
Sotto il profilo epidemiologico la disabilità è fortemente associata a forme patologiche di tipo cronico-degenerativo: tra le persone con disabilità infatti, la quota di coloro che sono affetti da malattie croniche gravi (59,4%) o sono multicronici (60,8%) è sensibilmente superiore a quanto si osserva nel resto della popolazione (rispettivamente 11,6% e 11,8%). (ISTAT 2004-05)
Le differenze tra le due popolazioni permangono nel momento in cui si analizzano i quozienti per età. Le differenze maggiori si riscontrano nelle classi di età 45-64 e 65-74 dove le differenze tra le due popolazioni si aggirano attorno ai 30 punti percentuali. La prevalenza di malattie croniche gravi nella popolazione con disabilità tra i 45 e i 64 anni è pari al 43,8%, mentre in quella tra i 65 e i 74 anni è del 64,2%, nella popolazione senza disabilità si raggiunge, invece, una prevalenza rispettivamente, del 14,4% e del 32,4%. (ISTAT 2004-05)

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Partecipazione sociale [7]

Una sfida importante per una società evoluta e per un sistema di welfare adeguato è quella di creare le condizioni culturali e ambientali affinché le persone con disabilità raggiungano la piena partecipazione sociale, un concetto, quest’ultimo, molto complesso che coinvolge numerosi aspetti come per esempio quelli legati alla formazione, all’integrazione lavorativa, alla mobilità, alla possibilità di avere relazioni interpersonali e una soddisfacente partecipazione alla vita sociale.
Al fine di poter analizzare questi ultimi due aspetti della partecipazione sociale è stata considerata la soddisfazione degli intervistati rispetto alle relazioni familiari, a quelle amicali e alla fruizione del tempo libero. La famiglia sembra mantenere un ruolo importante sia per le persone con disabilità sia per le persone senza disabilità, infatti, le percentuali di persone che sono molto soddisfatte delle loro relazioni familiari sono rispettivamente del 29,5% e del 34,2%. (ISTAT 2006)
La soddisfazione diminuisce per entrambe le popolazioni nel momento in cui si prendono in considerazione le relazioni amicali (rispettivamente 13,3% contro il 24,5% di persone molto soddisfatte) e la fruizione del tempo libero (rispettivamente 11,0% contro il 14,1% di persone molto soddisfatte). (ISTAT 2006)
Per quanto riguarda la tipologia di attività svolte nel tempo libero, alcune indagini svolte consentono di dare alcune indicazioni. Il 19,4% delle persone con disabilità sotto i 44 anni è andato al cinema, teatro o a vedere qualche spettacolo nei 12 mesi che precedono l’intervista (33,2% di persone senza disabilità) e il 23,8% legge libri rispetto al 45,2% delle persone senza disabilità. Circa il 43,0% delle persone con disabilità tra i 18 e i 44 anni ascoltano la radio quasi ogni giorno e il 92,1% guardano, quasi tutti i giorni, la televisione (rispettivamente 66,4% e 94,5% per le persone senza disabilità). La percentuale di persone che seguono la politica italiana è del 43,4% rispetto al 65,8% delle persone senza disabilità. (ISTAT 2006)
Un altro aspetto importante della partecipazione sociale è la mobilità. Le persone con disabilità utilizzano i mezzi di trasporto locali con la stessa frequenza del resto della popolazione (rispettivamente 20,3% e 24,4%). Difficoltà maggiori, invece, vengono riscontrate dalla popolazione oggetto di analisi nell’utilizzo del treno e nell’utilizzo dell’automobile come conducente. Nel caso del treno la percentuale di persone con disabilità che utilizza questo mezzo di trasporto è del 13,7 contro il 31,2 della popolazione non disabile. Le differenze non si attenuano, anzi aumentano, se si analizza l’utilizzo delle autovetture come conducente, il dato complessivo evidenzia una percentuale del 28,7 per le persone con disabiltà contro il 73,5 per il resto della popolazione. (ISTAT 2006)

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[1] Indagine sui presidi residenziali socio assistenziali (ISTAT 2003).
[2] Indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" (ISTAT 2004-05), Indagine "Famiglie e soggetti sociali" (ISTAT 2003).
[3] Indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" (ISTAT 2004-05), Sistema Informativo del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR 2005-06), Database del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR-CINECA 2005).
[4] Gli alunni/studenti con disabilità sono suddivisi in tre macro categorie: alunni con disabilità di tipo visivo, alunni con disabilità di tipo uditivo e alunni con disabilità psicofisiche.
[5] Indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" (ISTAT 2004-05).
[6] Indagine "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" (ISTAT 2004-05).
[7] Indagine "Aspetti della vita quotidiana" (ISTAT 2006).

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