I beneficiari delle prestazioni pensionistiche

Anno 1999

Statistiche in Breve del 21 dicembre 2000

Informazioni e chiarimenti
Statistiche sulle istituzioni pubbliche e private
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Sono presentati i principali risultati, riferiti al 31 dicembre 1999, delle elaborazioni effettuate sulle caratteristiche dei titolari delle prestazioni pensionistiche. Analisi più dettagliate saranno esposte nel volume "I beneficiari delle prestazioni pensionistiche. Anno 1999", redatto in collaborazione con l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), di prossima pubblicazione nella collana Informazioni dell'Istat.

I dati analizzati provengono dal Casellario centrale dei pensionati1 il quale raccoglie i principali dati sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, sia pubblici sia privati. I dati amministrativi, opportunamente riclassificati sulla base delle definizioni statistiche riportate nel glossario, sono stati utilizzati per stimare il numero dei beneficiari dei trattamenti pensionistici e l’importo del loro reddito lordo annuo da pensione. Quest’ultimo differisce da quello calcolato in base alla rilevazione sui trattamenti pensionistici perché adotta definizioni diverse del campo di osservazione, dell'unità di rilevazione e delle variabili ad esso riferite.

 

Principali risultati

Al 31 dicembre 1999 il numero dei titolari di pensione é pari a 16.376.994 (+0,8% rispetto al 1998). La maggior parte (46,2%) è titolare di sole prestazioni di vecchiaia, il 9,3% riceve soltanto pensioni di invalidità e il 10,1% unicamente prestazioni ai superstiti. I beneficiari di sole prestazioni indennitarie (rendite per infortunio sul lavoro e pensioni di guerra) sono pari al 2,9% del totale dei pensionati, una percentuale inferiore anche a quella (6,7%) dei titolari di sole prestazioni assistenziali (pensioni o assegni sociali e pensioni di invalidità civile).

La quota di persone che cumulano più pensioni tra quelle di invalidità, vecchiaia e ai superstiti (IVS) è pari al 12,3% ed è superiore a quelle dei pensionati che hanno cumulato uno o più trattamenti IVS con pensioni indennitarie (6,6%) o assistenziali (5,2%). Infine, gli individui che cumulano pensioni indennitarie e assistenziali e i titolari di almeno tre pensioni di diverso tipo (classificati nella tipologia "Altro") rappresentano lo 0,6% del totale.

 

Tavola 1 - Pensionati e importo lordo medio annuo dei redditi pensionistici per tipologia di pensione.
Anni 1998 e 1999

TIPOLOGIE 1998 1999
Numero % Importo mediomigliaia di lire Numeri Indice Numero % Importo mediomigliaia di lire Numeri indice
Vecchiaia (VEC) 7.395.521 45,5 22.251 115,2 7.561.754 46,2 23.099 114,9
Invalidità (INV) 1.631.698 10,0 11.502 59,5 1.521.949 9,3 11.823 58,8
Superstiti (SUP) 1.659.308 10,2 13.797 71,4 1.661.322 10,1 14.123 70,3
Indennitarie (IND) 486.358 3,0 5.328 27,6 474.737 2,9 5.702 28,4
Assistenziali (ASS) 1.086.168 6,7 7.114 36,8 1.104.804 6,7 7.648 38,1
Più di una IVS 1.983.820 12,2 22.901 118,5 2.017.000 12,3 23.641 117,6
IVS + Indennitarie (IVS+IND) 1.098.428 6,8 26.695 138,2 1.085.315 6,6 27.560 137,1
IVS + Assistenziali (IVS+ASS) 804.206 5,0 24.579 127,2 852.960 5,2 25.116 125,0
Altro* 99.111 0,6 28.396 147,0 97.153 0,6 29.216 145,4
Totale 16.244.618 100,0 19.322 100,0 16.376.994 100,0 20.098 100,0

* raggruppa i titolari di almeno tre pensioni di diverso tipo.

 

Rispetto al 1998, si osservano differenze significative nella distribuzione. Il numero dei pensionati di invalidità diminuisce del 6,7%, quello dei percettori di prestazioni indennitarie del 2,4%; i pensionati appartenenti alla tipologia "Altro" diminuiscono del 2% e, infine, i beneficiari che cumulano uno o più trattamenti IVS con pensioni indennitarie dell’1,2%. Il numero dei pensionati delle altre tipologie, invece, è aumentato, anche se in modo disomogeneo: in particolare, il maggiore tasso di crescita si é avuto per i percettori che cumulano uno o più trattamenti IVS con pensioni assistenziali (+6,1%). Per le altre tipologie i tassi di crescita risultano inferiori, con valori che oscillano tra il +2,2% (pensionati di vecchiaia) e il +0,1% (percettori di pensioni ai superstiti).

La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni ricevute mostra che circa il 72% percepisce una sola pensione, mentre il 22,9% ne cumula due e il 5,3% è titolare di almeno tre pensioni (Figura 1).

 

Figura 1 - Pensionati per numero di pensioni percepite. Anno 1999 (composizione percentuale)

 

L’importo lordo medio annuo dei redditi da pensione al 31dicembre 1999 è pari a 20,1 milioni di lire, con un valore medio mensile, quindi, di circa 1,7 milioni di lire (+4% rispetto al 1998). L’importo medio più elevato, pari a 29,2 milioni di lire all’anno, è erogato ai pensionati riuniti nella tipologia "Altro", i quali percepiscono anche il numero medio di pensioni pro capite più elevato (3,3). L’importo medio annuo più basso spetta ai pensionati con sole prestazioni indennitarie (5,7 milioni di lire) e ai titolari di sole pensioni assistenziali (7,6 milioni di lire). Gli importi medi sono più elevati per i pensionati che percepiscono più tipologie di pensioni e per i titolari di soli trattamenti di vecchiaia: questi ultimi hanno redditi lordi da pensione medi annui pari a 23,1 milioni di lire.

I beneficiari delle pensioni sono più frequentemente di genere femminile; tuttavia, gli uomini, pur essendo il 47% dei pensionati, percepiscono il 55% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio delle loro entrate pensionistiche (23,9 milioni di lire rispetto a 16,7 milioni di lire percepiti in media dalle donne).

Distribuzione territoriale

Il 47,3% dei pensionati risiede nelle regioni settentrionali (oltre 7,7 milioni di individui), il 29,5% nelle regioni meridionali ed il 19,6% in quelle centrali (Tavola 2). Più in dettaglio, nelle regioni settentrionali si registra una presenza relativamente più consistente di percettori di più di una pensione IVS (56%) e di pensioni di vecchiaia (54,6%). Nelle regioni centrali risiede un gruppo relativamente più numeroso di pensionati che percepiscono almeno tre pensioni di diverso tipo (27,6%) o una IVS cumulata con una pensione indennitaria (26,9%); nel Mezzogiorno, infine, sono relativamente più frequenti, tra i percettori di una sola tipologia di pensioni, i titolari di pensioni assistenziali (20,1 punti percentuali in più rispetto alla percentuale di percettori di qualsiasi pensione della ripartizione), di invalidità (+19,9 punti percentuali), indennitarie (+7 punti percentuali). Tra i percettori di prestazioni cumulate, sono relativamente più frequenti i titolari di una pensione IVS con una assistenziale e i titolari di tre o più pensioni (8 punti percentuali in più sempre rispetto alla percentuale media generale della ripartizione).

Tavola 2 - Pensionati per tipologia e ripartizione geografica. Anno 1999 (dati percentuali)

Ripartizionigeografiche VEC INV SUP IND ASS Più di una IVS IVS +IND IVS +ASS ALTRO Totale
Nord 54,6 28,5 39,4 40,8 30,7 56,0 44,2 42,2 35,0 47,3
Centro 18,6 20,2 18,5 22,1 19,7 18,4 26,9 20,2 27,6 19,6
Mezzogiorno 21,7 49,4 33,0 36,5 49,6 24,5 28,4 37,5 37,3 29,5
Italia 94,9 98,1 90,8 99,3 100,0 98,9 99,6 99,9 99,9 96,3
Estero 3,9 1,9 8,4 0,5 0,0 0,9 0,3 0,1 0,1 3,0
Non ripartibili 1,2 0,0 0,7 0,2 0,0 0,2 0,2 0,0 0,0 0,7
Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

 

Se si rapporta il numero dei pensionati alla popolazione occupata, si rilevano 77 pensionati ogni 100 occupati; il carico relativo è maggiore nelle regioni meridionali ed insulari, nelle quali il rapporto è di 83 pensionati ogni 100 occupati ed inferiore in quelle settentrionali, nelle quali il rapporto è di 73 a 100 (Figura 2).

Figura 2 - Pensionati (a) per 100 occupati, per ripartizione geografica. Anno 1999

(a) Sono esclusi i pensionati residenti all’estero e i casi non ripartibili.

Differenze territoriali si rilevano anche con riferimento agli importi medi dei redditi pensionistici (Tavola 3). Essi sono, infatti, più elevati nelle regioni settentrionali e in quelle centrali (106% rispetto alla media nazionale) e inferiori nelle regioni del Mezzogiorno (87% rispetto alla media nazionale). I divari sussistono per tutte le tipologie di pensionati.

Tavola 3 – Importo lordo medio annuo delle pensioni per tipologia di pensionato (a) e ripartizione geografica del titolare. Anno 1999 (Numeri indice; base: Italia=100)

Ripartizionigeografiche VEC INV SUP IND ASS Più di una IVS IVS +IND IVS + ASS ALTRO Totale
Nord 98,5 108,9 101,0 94,6 101,2 103,2 103,9 104,9 105,4 105,6
Centro 109 100,6 111,9 103,6 100,4 102,7 100,0 101,8 101,3 106,1
Mezzogiorno 96,4 94,6 92,1 103,8 99,1 90,8 93,9 93,5 93,9 87,0
Italia 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

(a) Sono esclusi i pensionati residenti all’estero e i casi non ripartibili.

 

Analisi per classe di età

La quota maggiore di beneficiari di trattamenti pensionistici è ovviamente collocata nella parte alta della piramide delle età. Il 63,7% dei pensionati ha 65 anni e più e il 14,9% del totale è ultraottantenne (Tavola 4). Tuttavia, una quota consistente di percettori ha un'età inferiore a quella normalmente individuata come soglia della vecchiaia: il 32,8% dei pensionati ha un’età compresa tra 40 e 64 anni e il 3,5% ha meno di 40 anni.

Tavola 4 - Pensionati per tipologia e classe di età. Anno 1999 (dati percentuali)

CLASSI DI ETA’ (anni) VEC INV SUP IND ASS Più di una IVS IVS +IND IVS + ASS ALTRO Totale
0-14 - - 2,9 0,1 5,3 - - 0,1 - 0,7
15-39 - 0,9 5,9 21,9 18,9 - 0,3 2,7 0,8 2,8
40-64 42,1 27,5 29,2 64,8 25,5 12,1 26,0 19,4 11,8 32,8
65-79 51,3 54,9 41,5 8,6 40,1 58,5 54,9 34,8 37,5 48,8
80 e più 6,6 16,6 20,5 4,7 10,3 29,4 18,8 43,0 49,9 14,9
Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

Differenze molto ampie si osservano tra le distribuzioni per età delle diverse tipologie di pensionati. I titolari di pensione di vecchiaia sono relativamente più concentrati nella classe di età 65-79 anni (51,3%), pur essendo molto consistente la quota di beneficiari in età compresa tra 40 e 64 anni, a causa della presenza dei pensionamenti di anzianità (42,1%). Comunque, all’interno di questa classe, la quasi totalità degli individui ha un’età tra 50 e 64 anni. Analogamente, si rileva una maggiore incidenza delle persone in età compresa tra 65 e 79 anni fra i beneficiari di pensioni di invalidità (54,9%), di "più di una IVS" (58,5%) e di prestazioni IVS cumulate con pensioni indennitarie (54,9%). I beneficiari di pensioni di tipo IVS cumulate a prestazioni assistenziali e i pensionati appartenenti alla tipologia "Altro" tendono ad essere, invece, maggiormente presenti nelle età più anziane (80 anni e più). I percettori di sole pensioni indennitarie sono relativamente più frequenti nella classe di età compresa tra 40 e 64 anni (65%). Infine, per i titolari di pensioni assistenziali, benché la frequenza più elevata si riferisca alla classe 65-79 anni, quote relativamente più elevate di quelle registrate per il complesso dei pensionati si rilevano anche nelle età inferiori a 40 anni e al di sopra dei 79 anni.

L’importo medio delle pensioni più elevato è percepito dai pensionati in età compresa tra 40 e 64 anni (21,4 milioni di lire, valore del 6,5% superiore a quello medio generale). Per i pensionati ultrasessantacinquenni, gli importi medi hanno valori molto vicini a quelli del complesso dei beneficiari (20,1 milioni di lire annui), mentre per i pensionati in età inferiore a 40 anni non raggiungono il 50% della media.

Tavola 5 – Importo lordo medio annuo delle pensioni per tipologia di pensionato (a) e classe di età del titolare. Anno 1999 (Numeri indice: base totale=100 )

CLASSI DI ETA’

VEC

INV

SUP

IND

ASS

Più di una IVS

IVS +
IND

IVS + ASS

ALTRO

Totale

0-14

-

-

35,1

119,0

96,2

-

51,5

49,7

50,7

31,4

15-39

-

87,4

48,0

76,6

120,5

81,9

76,3

76,2

71,5

40,9

40-64

109,8

107,5

93,7

92,6

94,2

118,2

103,9

91,7

88,2

106,5

65-79

92,7

98,2

109,4

184,6

89,5

101,0

99,2

99,4

95,9

99,4

80 e più

94,6

94,3

114,3

157,3

119,5

90,6

97,2

105,8

106,3

101,7

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

 

Analisi per classe di importo

La distribuzione dei pensionati per classe di importo medio mensile lordo delle prestazioni presenta frequenze più elevate nelle classi inferiori e una dispersione elevata per alcune tipologie di percettori. Il gruppo più numeroso di pensionati (6,2 milioni di individui, pari al 37,7% del totale) percepisce meno di un milione di lire mensili. Il secondo gruppo per numerosità (5,2 milioni di pensionati, pari al 31,9% del totale) ha una o più pensioni per un importo lordo medio mensile complessivo compreso tra uno e due milioni di lire. Un ulteriore 18,8% di individui ha redditi da pensione compresi tra due e tre milioni mensili e il restante 11,6% della popolazione considerata riceve pensioni di importo superiore a tre milioni.

La distribuzione osservata per il complesso dei pensionati non si mantiene per le diverse tipologie. Il 33,1% dei percettori di pensioni di vecchiaia riceve redditi da pensione inferiori ad un milione di lire mensili e il 28,5% redditi compresi tra un milione e due milioni. Tra i pensionati di invalidità, il 73% ha redditi da pensione inferiori ad un milione e meno dell'1% superiori a tre milioni di lire mensili. I pensionati della tipologia superstiti sono concentrati nelle due classi a reddito più basso (57% e 30% rispettivamente), mentre quelli con redditi da pensione superiori a tre milioni costituiscono il 2,8%. I pensionati delle tipologie indennitarie e assistenziali sono presenti per la quasi totalità nella prima classe di importo, con quote superiori all'80% del totale. Infine, le distribuzioni dei pensionati che cumulano più categorie di pensione presentano una quota maggiore di individui nelle classi di importo medio-alte, per effetto essenzialmente del cumulo.

Tavola 6 - Pensionati per tipologia e classe di importo lordo medio mensile - Anno 1999 (dati percentuali)

CLASSI DI

IMPORTO

VEC

INV

SUP

IND

ASS

Più di una IVS

IVS + IND

IVS + ASS

ALTRO

Totale

Fino a 999

33,1

73,0

57,0

89,8

83,6

9,1

5,1

2,7

9,2

37,7

1000-1999

28,5

23,3

30,0

8,3

16,1

54,8

39,7

51,1

25,2

31,9

2000-2999

22,0

2,9

10,3

1,5

0,3

24,1

34,2

34,7

39,9

18,8

3000-3999

10,3

0,5

1,5

0,2

-

7,0

14,6

8,7

18,1

7,4

4000 e più

6,1

0,3

1,3

0,2

-

5,0

6,4

2,8

7,5

4,2

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

 

 

GLOSSARIO

Importo dei redditi pensionistici: l’importo annuo di ciascuna pensione è fornito dal prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre dell’anno della rilevazione ed il numero di mensilità annue per cui è prevista l’erogazione della prestazione. Gli importi sono al lordo di eventuali trattenute fiscali e contributive e includono gli assegni accessori (maggiorazioni, assegni familiari, assegni di accompagnamento, indennità di frequenza, ecc.)

Pensionato: beneficiario di una o più pensioni. I contitolari di uno stesso trattamento pensionistico di tipo indiretto (ad esempio, coniuge e figlio minore del pensionato deceduto) sono considerati come unico beneficiario ai fini delle elaborazioni.

Pensione: prestazione in denaro, periodica e continuativa, erogata individualmente da unità istituzionali pubbliche e private in seguito a: raggiungimento di una determinata età; maturazione di anzianità di versamenti contributivi; mancanza o riduzione della capacità lavorativa per menomazione congenita o sopravvenuta; morte della persona protetta; particolare benemerenza verso il Paese.

Pensioni assistenziali: pensioni erogate a cittadini senza reddito o con reddito inferiore ai limiti di legge, indipendentemente dal versamento di contributi, a seguito del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età o per invalidità non derivante dall’attività lavorativa svolta.

Pensioni indennitarie: pensioni corrisposte a seguito di un infortunio sul lavoro, per causa di servizio e malattia professionale o per gravi lesioni di guerra.

Pensioni IVS: pensioni erogate agli assicurati dell’assicurazione generale obbligatoria e delle gestioni sostitutive ed integrative in presenza dei requisiti contributivi richiesti dalla normativa a tutela dei rischi di invalidità, vecchiaia e superstiti.