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VITA SOCIALE

Promozione della partecipazione sociale delle persone con disabilità nella Comunità Europea

Le politiche europee a favore della partecipazione sociale delle persone con disabili

La centralità della partecipazione sociale, all’interno del più ampio tema dell’integrazione, risulta evidente dalla ricchezza di raccomandazioni, pareri, comunicazioni e linee guida che, i diversi organismi della Comunità Europea e di quella internazionale hanno adottato a favore delle persone con disabilità. Tuttavia, l’effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza e la partecipazione attiva delle persone con disabilità nella società rimane, in larga misura, una promessa non ancora mantenuta: nonostante gli sforzi degli Stati e della Comunità internazionale, molte persone con disabilità continuano a soffrire di gratuite forme di discriminazione, versano in condizioni di povertà estrema, emarginazione ed abusi. La partecipazione sociale costituisce un’area di intervento trasversale a tutte le altre, e gli specifici riferimenti che la concernono vanno rintracciati all’interno di documenti di più ampio respiro, nei quali la questione è trattata. (torna su)

 

Le Nazioni Unite

Il più importante strumento di promozione dei diritti delle persone con disabilità in ambito culturale, morale e politico è costituito dalle Regole Standard delle Nazioni Unite per le pari opportunità delle persone con disabilità, adottato il 20-12-93 con risoluzione 48/96. In questo documento, che costituisce un punto di riferimento importante nell’ambito del diritto internazionale consuetudinario, sono contenute delle norme concernenti la partecipazione sociale delle disabilità, in particolare sul tema dell’accessibilità (Norma 5) considerata area di eccellenza per gli interventi diretti alla realizzazione delle pari opportunità e sui temi della cultura (Norma 10), della religione (Norma 12), e delle attività ricreative e sportive (Norma 11).

Il tema dell’accessibilità è collegato a quello delle pari opportunità nella misura in cui viene attivato un processo che conduce, in ogni sfera della vita sociale, a rendere accessibili a tutti, i servizi, le attività, l’informazione e la documentazione disponibili. Quest’ultimo aspetto, si collega con il tema contenuto nella Norma 1 delle "Standard Rules", relativa all’accrescimento dell’autoconsapevolezza. Infatti, quando si parla di informazione non si intende soltanto l’opera di sensibilizzazione della società ai bisogni e le problematiche delle persone con disabilità, ma anche e soprattutto l’accessibilità del patrimonio informativo alle persone con disabilità o alle loro famiglie. Elevare il livello di informazione cui le persone con disabilità possono accedere significa innalzarne il livello di consapevolezza per quanto riguarda i loro diritti ed il loro potenziale; significa accrescerne la fiducia in sé e la capacità di azione. Gli Stati dovrebbero, quindi, studiare strategie per rendere i servizi di informazione e la documentazione esistente, accessibili a tutte le persone con tipologie diverse di disabilità: Braille, audiocassette, stampa a caratteri larghi ed altre tecnologie che consentano l’accesso alle informazioni scritte alle persone con danni all’apparato uditorio o difficoltà di comprensione; ma anche il linguaggio dei segni nell’educazione dei bambini sordi e per facilitare la comunicazione tra le persone non udenti e gli altri; adattamento dell’informazione televisiva, radiofonica e della carta stampata così come dei mezzi informatici. Il tema dell'accessibilità è altresì legato alla eliminazione delle barriere architettoniche la cui presenza rappresenta un ostacolo al libero movimento delle persone con disabilità più grande delle limitazioni funzionali.

Alla Norma 10 si introduce il tema della partecipazione alle attività culturali su basi paritarie, affinché le persone con disabilità abbiano l’opportunità di utilizzare il loro potenziale creativo, artistico ed intellettuale non solo a proprio beneficio ma nell’interesse di tutta la collettività. Tra le attività culturali da promuovere e sostenere sono la danza, la musica, la letteratura, il teatro, le arti plastiche, la pittura e la scultura. Occorrerebbe, inoltre, promuovere l’accessibilità a spazi per manifestazioni e servizi culturali, come il teatro, i musei, i cinema e le biblioteche, così come lo studio di tecnologie che rendano la letteratura, i film ed i teatri accessibili alle persone con disabilità.

Nell’ambito del tempo libero, importante la garanzia delle pari opportunità per le attività ricreative e lo sport. Anche in questo ambito l’accessibilità fisica alle strutture sportive, le spiagge, gli stadi e gli hotel si intreccia con la previsione di programmi specifici di formazione del personale addetto a tali attività ricreative e sportive, così come lo sviluppo di progetti per rendere effettiva la partecipazione delle persone con disabilità, come, ad esempio, la predisposizione di idoneo materiale informativo e la possibilità di accedere ad istruzioni e corsi di formazione della stessa qualità degli altri.

Anche la partecipazione religiosa gioca un ruolo importante nel grado di integrazione delle persone con disabilità. A tal fine è necessario promuovere l’adozione di metodi per consentire un’eguale partecipazione delle persone con disabilità, che lo desiderano, alla vita religiosa, così come garantire l’accessibilità della letteratura religiosa alle persone che hanno danni sensoriali. (torna su)

 

Commissione Europea

Il 12 maggio 2000 la Commissione Europea ha redatto una Comunicazione dal titolo "Verso un’Europa senza ostacoli per i disabili" diretta al Consiglio ed al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle Regioni, e volta ad esaminare alcune politiche fondamentali dell’Unione Europea che possano contribuire a migliorare l’accessibilità per le persone con disabilità a livello intersettoriale.

In questo documento si considera la piena partecipazione e l’uguaglianza di accesso delle persone con disabilità come esito di politiche finalizzate alla realizzazione di un "prius" consistente nella mobilità ed il superamento degli ostacoli ambientali e sistemici. La garanzia dell’accessibilità in ogni sfera della vita sociale costituisce il presupposto necessario per l’effettivo accesso ed una piena partecipazione delle persone con disabilità al godimento di beni e servizi, ad un adeguato livello di istruzione, ad un’occupazione mirata che valorizzi le capacità ed abilità individuali, ad un’informazione che consenta di "scegliere" tra opportunità diverse, all’esercizio attivo (esercizio del diritto di voto) e passivo (eleggibilità) dei diritti di cittadinanza, alle attività sportive e del tempo libero.

Questa Comunicazione esamina, quindi, le politiche fondamentali dell’Unione Europea che possono contribuire a migliorare l’accessibilità per le persone con disabilità. Sono molte le iniziative comunitarie varate al fine di promuovere la parità delle opportunità per le persone con disabilità e tra queste si evidenzia la recente comunicazione della Commissione intitolata "Strategia dell’occupazione nella società dell’informazione" (COM(2000)48) adottata il 20 febbraio 2000, in cui si sostiene al contempo la strategia europea per l’integrazione dei disabili nel mondo del lavoro e l’iniziativa eEurope. Il 26 novembre 1999, la Commissione europea ha adottato un vasto insieme di misure di lotta contro la discriminazione. Tra queste misure si evidenzia l’iniziativa comunitaria EQUAL (2000-2006), il cui obiettivo è la cooperazione transnazionale per promuovere nuovi strumenti di lotta contro tutte le forme di discriminazione e di disuguaglianza collegate al mondo del lavoro. Tuttavia l’intento di formulare una strategia globale e non settoriale è emerso con evidenza, quando, oltre all’art.13 del Trattato di Amsterdam, la conferenza intergovernativa ha inserito nell’atto finale la Dichiarazione n.22 in cui i Capi di Stato e di governo degli MS hanno riconosciuto la necessità di adottare, a livello di Unione Europea, standard più inclusivi che incorporassero concetti generali di non discriminazione e di uguaglianza di accesso nel processo di completamento del mercato interno.

Nella Comunicazione della Commissione del 30 Luglio1996 sulle pari opportunità delle persone con disabilità si sottolinea che ci sono numerosi ostacoli all'integrazione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita quotidiana, in particolare molti mezzi di trasporto e molti edifici pubblici sono inaccessibili per le persone con disabilità o vi possono accedere con molta difficoltà. Inoltre rendere le abitazioni accessibili è difficile e costoso. Pur considerando la responsabilità dei singoli Stati Membri per i provvedimenti in tema di mobilità delle persone con disabilità, la Commissione afferma che il livello di coinvolgimento della Comunità può apportare un valore aggiunto agli sforzi delle singole nazioni.

Migliorare l’accessibilità dei trasporti (in tutte le loro forme) significa accrescere le possibilità di un loro utilizzo da parte di persone a mobilità ridotta; adeguare il luogo di lavoro al lavoratore con disabilità significa facilitarne l’inserimento e l’integrazione ma anche la piena partecipazione e collaborazione alle quotidiane attività lavorative; sviluppare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione tenendo conto dei "nuovi ostacoli" che, nel loro accesso, le persone con disabilità possono incontrare significa orientare la ricerca alla rimozione di questi ostacoli, ed anzi al suo utilizzo affinché l’informazione vada a vantaggio di tutti. A questo proposito si sottolineano i lavori di ricerca iscritti nell’ambito del V Programma Quadro di RTD e che vertono in particolare sulle interfacce persona/sistema, sui sistemi di adeguamento e di assistenza volti a superare i problemi generati dagli ostacoli ambientali incontrati dalle persone con disabilità fisiche e/o mentali, nonché sui sistemi ed i servizi intelligenti, al fine di favorire una vita indipendente e la piena partecipazione alla società dell’informazione. Nell’ambito della ricerca di nuove tecnologie, il Centro comune di ricerca della Commissione europea partecipa alla creazione di sistemi di riconoscimento vocale destinati ai non udenti, una serie di interfacce uomo/macchina sul luogo di lavoro e l’accesso ad internet per le persone con disabilità. In aderenza a tale linea di intervento, l’8 dicembre 1999 la Commissione europea ha lanciato l’iniziativa "eEurope – Una società dell’informazione per tutti", che propone la partecipazione di tutti ai vantaggi della società dell’informazione. Dei 10 settori in cui si articola l’iniziativa, uno è dedicato completamente alle persone con disabilità ed alle loro specifiche esigenze, per il miglioramento del loro accesso alla società dell’informazione. Tra i punti da sottolineare la creazione di una rete europea volta sia a ottimizzare l’interazione tra centri di eccellenza nazionali, sia ad incoraggiare la messa a punto di "cursus" secondo la strategia "progettazione per tutti". A tal fine esistono degli organismi di "normalizzazione" (CEN/CENELEC/ETSI) che, in collaborazione con organizzazione che rappresentano le esigenze degli anziani e delle persone con disabilità, determinano una serie di requisiti in materia di normalizzazione, al fine di garantire l’accesso di queste persone alla società dell’informazione.

La promozione di questo principio porterà, inoltre, allo sviluppo di tecnologie, beni e servizi, a cui molti utenti, e tra questi numerose persone con disabilità, potranno accedere. Tuttavia tali beni non saranno sempre adeguati a persone con handicap grave o con esigenze molto specifiche. Per questo si è scelta la strategia di progettare servizi e beni particolari o l’adeguamento o la messa in interfaccia di prodotti e servizi esistenti, per soddisfare specifiche esigenze. Tale tecnologie per anziani e per persone con disabilità è definita "Tecnologia dell’assistenza". È un mercato in fase espansiva: secondo le stime del 1990 i consumatori anziani con disabilità hanno acquistato beni e servizi standard per un valore di 326 miliardi di euro. Il mercato dei prodotti e dei servizi specializzati è stimato annualmente a 10 miliardi di euro in Europa, con una crescita dal 10 al 20% l’anno. La promozione di una sana industria della tecnologia dell’assistenza potrebbe contribuire al miglioramento del rapporto costo/efficacia ed al contenimento dei costi sanitari.

Un altro importante documento della Commissione Europea, concerne il rapporto sui lavori della Conferenza che ha celebrato "The European Day of Disabled People 1999", il 3 dicembre a Bruxelles sul tema "Violence and Disabled People – Root Causes and Prevention". Il tema della Conferenza è stato deciso dal European Disability Forum, che ha voluto attirare l’attenzione su un problema assai diffuso a vari livelli e sotto diverse forme. Alla Conferenza, ospitata dalla Commissione Europea, hanno partecipato circa 200 persone appartenenti a organizzazioni nazionali ed europee di disabili, ad NGO’s, autorità nazionali e locali, rappresentanti delle istituzioni europee. Gli abusi ed i maltrattamenti colpiscono i più deboli tra i deboli: le donne, i bambini, le persone con disabilità gravi (perché soggetti a pesanti forme di dipendenza) e le persone con disabilità con ritardo mentale. Occorre agire per prevenire ed estirpare alla radice le cause della violenza e dei maltrattamenti sulle persone con disabilità. Occorre promuovere le buone prassi, elevare la consapevolezza che questi fenomeni esistono, anche se in forma strisciante, occorre formare e potenziare l’autostima delle persone oggetto di queste gravi offese alla dignità della persona umana. La definizione adottata dalle NU con riferimento agli Standards on Human Rights recita: "Violence refers to any violent act based on the kind that results in possible or real physical, sexual or phychological harm, including threats, neglect, exploitation, coercion, arbitrary deprivation of liberty, whether occurring in public or private life". Se si volessero specificare meglio alcuni contenuti di questa definizione rispetto alla condizione delle persone con disabilità si potrebbe dire che con "neglect" si intende the lack of or inappropriate personal or medical care; con "physical abuse" the assault, rough handling, inappropriate personal or medical care, overuse of restraint, over-medication, confinement, prevent of physical injury, deliberate poisoning, suffocation and Munchausen’s syndrome (by proxy); il "sexual abuse" come the assault, rape, incest, denial of sexual information/education, sexual exploitation, verbal harassment, unwanted sexual touching, forced abortion or sterilisation; l’"exploitation" come depriving a disabled person of her/his benefits, money, personal aids either singular or collectively; lo "phycological abuse" come ignoring their existence, giving no value to their opinion, feeling ashamed about them, keeping them away from public life, making negative comments about their disability and their disabled body, threats, depriving them of the right communication.

Durante i lavori della Conferenza sono stati individuati i seguenti "fattori di vulnerabilità", che espongono le persone con disabilità al rischio di abusi e maltrattamenti.

  • la difficoltà di accesso ai gradi più alti di istruzione limita enormemente le persone con disabilità nella conoscenza e nell’esercizio dei diritti di cittadinanza;
  • il confinamento che si manifesta anche all’interno dei nuclei famigliari di appartenenza, quando per vergogna si tiene la persona con disabilità lontana da qualsiasi contatto sociale o quando non le si offrono le cure e le attenzioni necessarie a causa di sussidi inadeguati: molte persone con disabilità vivono in istituti e sono del tutto al di fuori di qualsiasi processo di integrazione nel tessuto sociale;
  • la difficoltà di accesso all’informazione riguardante lo stato di salute, il benessere e l’educazione sessuale: questo è particolarmente vero per i sordi, i ciechi e le persone con difficoltà nell’apprendimento, cui si negano tali conoscenze ritenute superflue;
  • la dipendenza economica è generata, nella maggior parte dei casi, dal fatto che gran parte delle persone con disabilità non svolgono un’attività lavorativa retribuita, non possiedono un proprio reddito e vivono sotto la soglia di povertà;
  • la bassa autostima dovuta al fatto che la società si aspetta che ciascuno appaia o si comporti in un certo modo. Le persone con disabilità disattendono spesso agli standard comunemente accettati, ed è proprio in questo confronto tra società e disabilità che sorge l’handicap, che di fatto riduce il ruolo che la persona disabile possa svolgere al suo interno.

Come vedremo tra breve, nella discussione sulle fonti dei dati, non esistono ad oggi, nella maggior parte dei Paesi Europei, indagini finalizzate a monitorare questo fenomeno tra la popolazione con disabilità, ma tuttavia potremmo essere in grado di individuare almeno coloro per cui si registrano alcuni fattori di vulnerabilità. Questa mancanza di informazioni ostacola una reale presa di coscienza di questo problema e lo studio di strategie adeguate di intervento. (torna su)

Parlamento Europeo

Si evidenzia la Risoluzione sui Diritti delle Persone Disabili del 31/12/1996, in cui il Parlamento Europeo invita la Commissione a finanziare iniziative come il Foro Europeo delle persone con disabilità ed il riconoscimento a livello europeo della Giornata internazionale dei Disabili, e ribadisce alcuni temi che riguardano la realizzazione delle pari opportunità e, in particolare: il diritto di influenzare le politiche ed i programmi che riguardano le persone con disabilità (partecipazione politica); la garanzia di un accesso universale ed una tecnologia accessibile nell’ambito della società dell’informazione; la disponibilità di tutte le informazioni in formati accessibili anche ai ciechi, ai mentali ed ai sordi; l’esercizio dei diritti di cittadinanza attiva (voto) e passiva (eleggibilità); la prevenzione di violenze ed abusi.

E’ seguita un’importante comunicazione della Commissione sulla Parità di Opportunità per i Disabili (COM(96)0406 – C4-0582/96), in cui si ribadisce che il mainstreaming dovrà realizzarsi "a condizione che misure specifiche vengano adottate in materia di pari opportunità e […] parallelamente ad un programma specifico per le persone con disabilità volto a promuovere un’equa partecipazione e un’integrazione sociale ed economica delle stesse, che possa essere evitata ogni discriminazione nei loro confronti e migliorata la loro qualità di vita". Nel documento si invita la Commissione da una parte ad approntare un progetto pilota europeo di piattaforma elettronica di informazione e comunicazione per le persone con disabilità e le associazioni europee delle persone con disabilità e, dall'altra, ad adottare misure attive per consentire alle persone con disabilità di partecipare a tutti i pertinenti programmi comunitari finalizzati sia all’inserimento lavorativo che all’integrazione sociale.

Consiglio d’Europa

Il 9 aprile 1992 è stata adottata dal Consiglio d’Europa - Commissione dei Ministri – la Recommendation N.R(92)6 su "A coherent Policy for people with Disabilities". Nel capitolo VIII di questo documento è trattato il tema della "Social integration and Environment", articolato in diversi argomenti tra cui l’"Accessibility", "Communication", "Sport", "Leisure time and cultural activities". Anche in questo documento l’accesso all’informazione è considerato un momento centrale nella garanzia di una vita indipendente: significa offrire a tutti le stesse opportunità di scelta. La partecipazione deve potersi esprimere sia individualmente ma anche attraverso le organizzazioni di categoria, che costituiscono importanti gruppi di pressione. Ancora una volta si sostiene l’importanza di rendere accessibili le nuove tecnologie per agevolare le persone con disabilità nello svolgimento delle attività quotidiane e lavorative in condizioni di sicurezza e per consentire loro di comunicare con famigliari, amici e colleghi, viaggiare, partecipare ad attività sportive, culturali o del tempo libero. Per incoraggiare il più possibile le persone con disabilità a partecipare alla vita sociale sarebbe auspicabile che tutti disponessero dei principali mezzi di comunicazione: televisione, radio, giornali e telefono. Naturalmente dovrebbero predisporsi misure atte a superare gli ostacoli che si frappongono ad un uso adeguato di questi mezzi di comunicazione da parte delle persone con disabilità: utilizzando il linguaggio dei segni in televisione; adattando gli apparecchi telefonici alle persone con disturbi uditivi; distribuendo giornali in Braille o a stampa larga; attivando servizi di telecomunicazione come il minitel; provvedendo all’utilizzo di interpreti del linguaggio dei segni in luoghi pubblici (tribunali etc..) e naturalmente tutto questo andrebbe realizzato a costi accessibili per il budget individuale o famigliare. L’attività sportiva costituisce un momento essenziale nel percorso riabilitativo della persona con disabilità e, più in generale, nell’intero processo di integrazione nella società. Sarebbe necessario provvedere, oltre che al superamento delle barriere fisiche e strutturali, anche ad una più accurata formazione dello staff impegnato in attività che prevedono la partecipazione di persone con tipologie e gradi di disabilità diversi, insieme ai normodotati. Tuttavia, qualora fosse richiesto, dovrebbe essere possibile fornire anche attività specifiche e mirate a particolari esigenze. Ma la partecipazione delle persone disabili dovrebbe essere garantita anche in tutte le attività del tempo libero, comprese quelle culturali. L’accessibilità dei luoghi, in cui è possibile svolgere le attività sopra indicate, costituisce un presupposto necessario allo svolgimento delle attività stesse: in particolare deve essere possibile per una persona disabile entrare in un cinema, in un teatro, in musei, gallerie, centri vacanze ed hotel. Tuttavia, rimane sempre necessario provvedere anche ad una adeguata formazione dello staff di servizio. Anche l’informazione sulle diverse opportunità di scelta delle attività da svolgere dovrebbe essere agevolmente fruibile dalle persone disabili, attraverso apposite guide in cui, con una simbologia internazionale, dovrebbero essere indicati i trasporti, gli hotels, i ristoranti, ed i centri sportivi privi di barriere architettoniche. Tali guide dovrebbero tener conto della diversa tipologia e gravità della disabilità.

Consiglio dell’Unione Europea

Nella Risoluzione del Consiglio e dei Rappresentanti dei Governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio del 20 dicembre 1996 sulla "Parità di Opportunità per i disabili" (G.U.n.C012 del 13/01/97), adottata sulla base della Comunicazione della Commissione Europea dal titolo "Parità di opportunità per i disabili – Una nuova strategia della Comunità europea nei confronti dei disabili", si invitano gli Stati membri a consentire ai disabili di partecipare pienamente alla vita sociale, rimuovendo gli ostacoli che vi si oppongono; a sensibilizzare l’opinione pubblica ad apprezzare le capacità dei disabili e le strategie basate sulla parità delle opportunità, a promuoverne la partecipazione civile e politica.

Il Consiglio dell’Unione Europea si è anche espresso, con una Risoluzione del 25 luglio 1996, sull’"Accesso di tutti i cittadini alla cultura", condizione essenziale per una piena partecipazione alla società. Ostacoli di natura geografica, fisica, educativa, sociale ed economica possono, talora, rendere più arduo l’accesso di molti cittadini alla cultura e possono aggravare i fenomeni di esclusione, soprattutto nei gruppi svantaggiati della popolazione. Pertanto in questo documento il Consiglio invita la Commissione ad effettuare studi europei, per approfondire la conoscenza sia della realtà dell’accesso alla cultura, che delle esigenze dei cittadini, in particolare di quelli soggetti a gravi forme di esclusione. (torna su)

European Disability Forum

Dal documento "Access and mobility for disabled people" (EDF) European Disability Forum position paper in risposta alla Comunicazione della Commissione-The Common Transport Policy-Sustainable mobility, emerge che le prospettive per il futuro del principio fondamentale dell'uguaglianza dell'accessibilità, è basata sulla Regola 5 delle UN Standard Rules sulle pari opportunità delle persone con disabilità. Infatti, in ogni paese, per le persone con disabilità bisognerebbe: introdurre programmi di azione per rendere l'ambiente accessibile e intraprendere misure che migliorino l'accesso all'informazione e alla comunicazione. Molti altri documenti sono stati pubblicati dall'European Disability Forum sul tema dell'abbattimento degli ostacoli al libero movimento delle persone con disabilità dentro gli stati e tra gli stati della Comunità Europea come "Free Movement of Disabled People in the European Union". Nella pubblicazione "Accessible Access to Urban Areas" è stato affrontato anche il tema della mobilità sostenibile per le persone a mobilità ridotta all'interno delle aree urbane e dei sostegni, anche di natura economica, per consentire alle persone con disabilità di usufruire di tutte le tecnologie per il miglioramento della qualità della vita. (torna su)

 

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