| QUANTE SONO LE PERSONE CON DISABILITA' IN ITALIA?
In base alle stime ottenute dall’indagine sulla Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari del 2004-2005, emerge che in Italia le persone con disabilità sono 2milioni 600mila, pari al 4,8% circa della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia. Considerando anche le 190.134 persone residenti nei presidi socio-sanitari si giunge ad una stima complessiva di poco meno di 2 milioni 800mila persone con disabilità. Prima di presentare un quadro più dettagliato relativo alla stima delle persone con disabilità in Italia è opportuno chiarire alcuni aspetti:
1. La definizione di disabilità non è universale.
2. La precisione della rilevazione
dipende dal tipo di disabilità.
3. Stimare il numero dei bambini
disabili richiede fonti informative non disponibili
attualmente.
4. Contare i disabili significa
considerare sia i disabili in famiglia che i disabili in
residenze.
5. L'attuale sistema di certificazione
della disabilità. Perchè non si può parlare di censimento delle persone con disabilità? L'Istat ha valutato, in preparazione del decennale "Censimento della Popolazione", la possibilità di inserire nel questionario quesiti volti a rilevare le persone con disabilità. Questo permetterebbe di poter giungere ad un Censimento delle persone con disabilità, tuttavia una serie di valutazioni ha sconsigliato questa scelta: a) La tecnica di rilevazione dellintervista diretta presso le famiglie è già ampiamente sperimentata in Istat. Lindagine sulla "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari" ha però evidenziato come non sia possibile rilevare tutte le disabilità soprattutto di tipo mentale per una certa reticenza da parte delle persone nell'esplicitare tale condizione. Lo stesso problema si riproporrebbe dunque per il Censimento. b) I quesiti sulla disabilità rientrano tra i cosiddetti "quesiti sensibili" ai quali le persone possono rifiutarsi di rispondere. La loro introduzione potrebbe inficiare anche le risposte a quesiti successivi, ponendo il rispondente in uno stato di rifiuto. c) Data la complessità e l'ampiezza del Censimento, non è possibile istruire i numerosi rilevatori coinvolti in maniera sufficientemente approfondita, come viene fatto nell'indagine sulla salute. I quesiti sulla disabilità, infatti, sono particolarmente difficili da porre e da far comprendere nella giusta maniera. I dati ottenuti potrebbero risultare meno affidabili. d) Inoltre, lesito delle indagini dipende molto anche dal contesto di riferimento: mentre è naturale, per l'intervistato, attendersi uno o più quesiti sulla disabilità nellindagine sulla salute, lo è molto meno nel Censimento della popolazione. La qualità delle risposte potrebbe perciò risentirne. Abbandonata dunque lipotesi di un Censimento dei disabili, la soluzione migliore per lindividuazione di tutta la popolazione disabile è lunione di varie fonti informative, ognuna delle quali deve essere stata identificata come la migliore fonte esistente per rilevare una fetta di popolazione con disabilità. Lindagine sulla "Condizione di salute e ricorso ai servizi sanitari", ad esempio, consente di rilevare con precisione le disabilità nella popolazione anziana, mentre non è strutturata in maniera adeguata per rilevare la disabilità nei bambini. È evidente che laddove ci siano dei vuoti informativi incolmabili, sarà necessario avviare delle nuove indagini. [1] L’Istat adotta la definizione di disabilità proposta dallOrganizzazione Mondiale della Sanità nella Classificazione Internazionale delle Menomazioni, Disabilità e Handicap (1980). Il punto focale di tale classificazione è la sequenza di definizioni che porta dalla menomazione allhandicap: la menomazione è il danno biologico che una persona riporta a seguito di una malattia (congenita o meno) o di un incidente; la disabilità è lincapacità di svolgere le normali attività della vita quotidiana a seguito della menomazione, lhandicap è lo svantaggio sociale che deriva dallavere una disabilità. Così, ad esempio, una persona su sedia a rotelle è sicuramente disabile, ma potrebbe potenzialmente non essere handicappata se al mondo venissero eliminate tutte le barriere architettoniche, cosicché non gli verrebbe precluso laccesso a nessun settore della vita sociale. È evidente che, in tale accezione, si può contare il numero delle persone con disabilità, ma non di handicappati; la condizione di handicap è prettamente soggettiva e dipende dalle aspettative di vita e esigenze della persona disabile. Per maggiori dettagli si veda il documento "Il concetto di disabilità". (torna su) [2] Si tratta delle cosiddette Attività della Vita Quotidiana, ovvero di un insieme di quesiti relativi alla capacità della persona di espletare azioni quali lavarsi, vestirsi, mangiare da solo, ecc. Tale batteria di quesiti segue le direttive fornite dal Consiglio dEuropa e dallOrganizzazione Mondiale della Sanità. (torna su) |
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