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TIPOLOGIE DI DISABILITA' Dall'indagine sulle condizioni di salute è possibile identificare 4 tipologie di disabilità: confinamento individuale (costrizione a letto, su una sedia non a rotelle o in casa), disabilità nelle funzioni (difficoltà nel vestirsi, nel lavarsi, nel fare il bagno, nel mangiare), disabilità nel movimento (difficoltà nel camminare, nel salire le scale, nel chinarsi, nel coricarsi, nel sedersi), disabilità sensoriali (difficoltà a sentire, vedere o parlare). Considerando i diversi livelli di disabilità, quello più grave è rappresentato dal confinamento, che implica la costrizione permanente in un letto, o su una sedia con livelli di autonomia nel movimento pressoché nulli, nonché il confinamento in casa per impedimento fisico o psichico. Risulta confinato il 2,1% della popolazione di 6 anni e più e tra le persone di 80 anni e più la quota raggiunge circa il 22,3% (16,1% maschi e 25,5% femmine). In merito alle altre tipologie di disabilità, si rileva che il 2,3% delle persone di 6 anni e più presenta disabilità nel movimento, con quote significative dopo i 75 anni: nella fascia detà 75-79 anni la quota arriva al 9,2% e nelle persone di 80 anni e più il tasso raggiunge il 22,1% (con uno scarto di circa 7 punti percentuali tra maschi e femmine, a svantaggio di queste ultime: 17,1% per i maschi contro 24,7% per le femmine). Circa il 3% della popolazione di 6 anni e più presenta invece difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane, cioè ha difficoltà ad espletare le principali attività di cura della propria persona (quali il vestirsi o spogliarsi; il lavarsi mani, viso, o il corpo; tagliare e mangiare il cibo, ecc.). Tra i 75 ed i 79 anni, sono circa il 10,6% le persone che presentano tale tipo di limitazione e che quindi necessitano dellaiuto di qualcuno per far fronte a queste elementari esigenze; tra gli ultraottantenni, circa 1 persona su 3 ha difficoltà a svolgere autonomamente le fondamentali attività quotidiane. Le difficoltà nella sfera della comunicazione, quali lincapacità di vedere, sentire o parlare, coinvolgono circa l1,1% della popolazione di 6 anni e più. Al fine di conoscere il numero dei ciechi e dei sordi, è possibile analizzare anche i dati relativi alle invalidità permanenti rilevate sempre con l'indagine sulle condizioni di salute [1], dalla quale risultano che lo 0,6% della popolazione si dichiara cieca totale o parziale [2], 1,7% della popolazione ha problemi dell'udito più o meno gravi [3] mentre i sordi prelinguali (sordomuti) rappresentano lo 0,1% del totale della popolazione [4]. [1] Si ricorda che disabilità e invalidità sono concetti differenti: il primo fa riferimento alla capacità della persona di espletare autonomamente (anche se con ausili) le attività fondamentali della vita quotidiana e si riconduce alla legge 104/92, il secondo rimanda al diritto di percepire un beneficio economico in conseguenza di un danno biologico, e fa riferimento alla legge 118/71. (torna su) [2] Parziale o totale assenza della vista sino a meno di un ventesimo con eventuale correzione. Il dato è riferito a tutte le età e quindi non esclude i bambini fino a 5 anni, così come avviene per la disabilità. (torna su) [3] Parziale o completa mancanza della capacità di udito anche se corretta con apparecchi acustici. Il dato è riferito a tutte le età e quindi non esclude i bambini fino a 5 anni, così come avviene per la disabilità. (torna su) [4] Incapacità o grave difficoltà nellesprimersi tramite il linguaggio. Il dato è riferito a tutte le età e quindi non esclude i bambini fino a 5 anni, così come avviene per la disabilità. (torna su) |
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